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EPISTOLA DI S. PAOLO I A'~CORINTI 11

Diodati Bibbia 1885 · italiano

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1Siate miei imitatori11.1 imitatori 1 Cor. 4.16. Fil. 3.17. 1 Tess. 1.6. 2 Tess. 3.9., siccome io ancora lo son di Cristo.

2OR io vi lodo, fratelli, di ciò che vi ricordate di me in ogni cosa; e che ritenete gli ordinamenti, secondo che io ve li ho dati.

3Ma io voglio che sappiate, che il capo d'ogni uomo è Cristo11.3 Cristo Efes. 1.22; 4.15; 5.23. Col. 1.18., e che il capo della donna è l'uomo11.3 uomo Gen. 3.16 e rif., e che il capo di Cristo è Iddio11.3 Iddio Giov. 14.28. 1 Cor. 3.23; 15.27,28. Fil. 2.5-9..

4Ogni uomo, orando, o profetizzando, col capo coperto, fa vergogna al suo capo.

5Ma ogni donna, orando, o profetizzando11.5 profetizzando Fat. 21.9., col capo scoperto, fa vergogna al suo capo; perciocchè egli è una medesima cosa che se fosse rasa11.5 prasa Deut. 21.12..

6Imperocchè, se la donna non si vela, si tagli anche i capelli! Ora se è cosa disonesta per la donna il tagliarsi i capelli, o il radersi il capo, si veli.

7Poichè, quant'è all'uomo, egli non deve velarsi il capo, essendo l'immagine11.7 immagine Gen. 1.26,27; 5.1; 9.6., e la gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo11.7 uomo Prov. 12.4..

8Perciocchè l'uomo non è dalla donna, ma la donna dall'uomo11.8 uomo Gen. 2.21,22..

9Imperocchè ancora l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo11.9 uomo Gen. 2.18,21-23..

10Perciò, la donna deve, per cagion degli angeli, aver sul capo un segno della podestà da cui dipende11.10 dipende Gen. 24.65..

11Nondimeno, nè l'uomo è senza la donna, nè la donna senza l'uomo, nel Signore11.11 Signore Gal. 3.28,29..

12Perciocchè, siccome la donna è dall'uomo, così ancora l'uomo è per la donna; ed ogni cosa è da Dio11.12 Dio Rom. 11.36..

13Giudicate fra voi stessi: è egli convenevole che la donna faccia orazione a Dio, senza esser velata?

14La natura stessa non v'insegna ella ch'egli è disonore all'uomo se egli porta chioma?

15Ma, se la donna porta chioma, che ciò le è onore? poichè la chioma le è data per velo.

16Ora, se alcuno vuol parer contenzioso, noi, nè le chiese di Dio, non abbiamo una tale usanza.

17OR io non vi lodo in questo, ch'io vi dichiaro, cioè, che voi vi raunate non in meglio, ma in peggio.

18Perciocchè prima, intendo che quando vi raunate nella chiesa, vi son fra voi delle divisioni11.18 divisioni 1 Cor. 1.10-12; 3.3.; e ne credo qualche parte.

19Poichè bisogna che vi sieno eziandio delle sette fra voi11.19 voi Mat. 18.7. Luc. 17.1. 1 Tim. 4.1. 2 Piet. 2.1,2., acciocchè coloro che sono accettevoli, sien manifestati fra voi11.19 voi Deut. 13.3. Luc. 2.35..

20Quando adunque voi vi raunate insieme, ciò che fate non è mangiar la Cena del Signore.

21Perciocchè, nel mangiare, ciascuno prende innanzi la sua propria cena; e l'uno ha fame, e l'altro è ebbro11.21 ebbro 2 Piet. 2.13. Giuda 12..

22Perciocchè, non avete voi delle case per mangiare, e per bere? ovvero, sprezzate voi la chiesa di Dio, e fate vergogna a quelli che non hanno11.22 hanno Prov. 17.5. Giac. 2.6.? che dirovvi? loderovvi in ciò? io non vi lodo.

23Poichè io ho dal Signore ricevuto11.23 ricevuto 1 Cor. 15.3. Gal. 1.11,12. ciò che ancora ho dato a voi, cioè: che il Signore Gesù, nella notte ch'egli fu tradito, prese del pane11.23 pane Mat. 26.26 ecc. Mar. 14.22 ecc. Luc. 22.19 ecc.;

24e dopo aver rese grazie, lo ruppe, e disse: Pigliate, mangiate; quest'è il mio corpo, il qual per voi è rotto; fate questo in rammemorazione di me.

25Parimente ancora prese il calice, dopo aver cenato, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel sangue mio; fate questo, ogni volta che voi ne berrete, in rammemorazione di me.

26Perciocchè, ogni volta che voi avrete mangiato di questo pane, o bevuto di questo calice, voi annunzierete la morte del Signore, finchè egli venga11.26 venga Giov. 14.3. Fat. 1.11. 1 Cor. 4.5; 15.23. 1 Tess. 4.16. 2 Tess. 1.10. Apoc. 1.7..

27Perciò, chiunque avrà mangiato questo pane, o bevuto il calice del Signore, indegnamente11.27 indegnamente Giov. 13.27., sarà colpevole del corpo, e del sangue del Signore11.27 Signore Giov. 6.51,53-56..

28Or provi l'uomo sè stesso11.28 stesso 2 Cor. 13.5., e così mangi di questo pane, e beva di questo calice.

29Poichè chi ne mangia, e beve indegnamente, mangia e beve giudicio a sè stesso, non discernendo il corpo del Signore.

30Perciò fra voi vi son molti infermi, e malati; e molti dormono.

31Perciocchè, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati11.31 giudicati Sal. 32.5. 1 Giov. 1.9..

32Ora, essendo giudicati, siamo dal Signore corretti11.32 corretti Sal. 94.12,13. Ebr. 12.5-11., acciocchè non siamo condannati col mondo.

33Per tanto, fratelli miei, raunandovi per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri.

34E se alcuno ha fame, mangi in casa11.34 casa ver. 11.21,22.; acciocchè non vi rauniate in giudicio.

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