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GEREMIA 4

Diodati Bibbia 1885 · italiano

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1O Israele, se tu ti converti, dice il Signore, convertiti a me4.1 me Ger. 3.1,22. Gioel. 2.12.; e se tu togli dal mio cospetto le tue abbominazioni, e non vai più vagando,

2e giuri: Il Signore vive4.2 vive Deut. 10.20., veracemente, dirittamente, e giustamente4.2 giustamente Is. 48.1.; allora, le genti si benediranno in te4.2 te Gen. 22.18. Gal. 3.8., e in te si glorieranno.

3Perciocchè, così ha detto il Signore a que' di Giuda, e di Gerusalemme: Aratevi il campo novale, e non seminate fra le spine4.3 spine Os. 10.12. Mat. 13.7,22..

4Uomini di Giuda, ed abitanti di Gerusalemme, circoncidetevi al Signore, e togliete l'incirconcisione del vostro cuore4.4 cuore Deut. 10.16; 30.6. Rom. 2.28,29. Col. 2.11.; che talora l'ira mia non esca a guisa di fuoco, e non arda, e non vi sia alcuno che la spenga; per la malvagità de' vostri fatti.

5ANNUNZIATE in Giuda, e bandite in Gerusalemme, e dite: Sonate la tromba per lo paese, gridate, raunate il popolo, e dite: Raccoglietevi, ed entriamo nelle città forti4.5 forti Ger. 8.14; 34.7..

6Alzate la bandiera verso Sion, fiuggite di forza, non restate; perciocchè io fo venir d'Aquilone na calamità, ed una gran ruina4.6 ruina Ger. 1.13-15; 6.1,22 ecc..

7Il leone è salito fuor del suo ricetto4.7 ricetto 2 Re. 24.1., e il distruggitore delle genti è partito; egli è uscito del suo luogo, per mettere il tuo paese in desolazione4.7 desolazione Ger. 25.9 ecc., e per far che le tue città sieno ruinate, per modo che niuno abiti più in esse.

8Perciò, cingetevi di sacchi, fate cordoglio, ed urlate; imperocchè l'ardor dell'ira del Signore non si è stornato da noi.

9Ed avverrà in quel giorno, dice il Signore, che il cuor del re, e de' principi, verrà meno; e i sacerdoti saranno stupefatti, ed i profeti attoniti.

10Ed io ho detto: Ahi! Signore Iddio! hai tu pure ingannato questo popolo4.10 popolo 1 Re. 22.19-23. Ezec. 14.9,10. 2 Tess. 2.11., e Gerusalemme, dicendo: Voi avrete pace4.10 pace Ger. 5.12; 14.13.; e pur la spada è giunta infino all'anima!

11In quel tempo si dirà a questo popolo, ed a Gerusalemme: Un vento secco, qual soffia ne' luoghi elevati, soffia nel deserto, traendo verso la figliuola del mio popolo; il quale non è da sventolare, nè da nettare;

12un vento, più forte che tali venti, verrà da parte mia; ora anch'io pronunzierò loro i miei giudicii4.12 giudicii Ger. 1.16..

13Ecco, colui salirà a guisa di nuvole, ed i suoi carri saranno come un turbo; i suoi cavalli saranno più leggieri che aquile4.13 aquile Deut. 28.49,50. Lam. 4.19. Abac. 1.8.. Guai a noi! perciocchè siamo deserti.

14O Gerusalemme, lava il cuor tuo di malvagità4.14 malvagità Is. 1.16,17. Giac. 4.8., acciocchè tu sii salvata; infino a quando albergherai tu dentro di te i pensieri della tua iniquità?

15Conciossiachè vi sia na voce, che annunzia che l'iniquità è maggiore che in Dan; e bandisce ch'ella è più grave che nel monte di Efraim.

16Avvertite le genti; ecco, adunate a grida contro a Gerusalemme degli assediatori, che vengano di lontan paese4.16 paese Ger. 5.15., e mandino fuori le lor grida contro alle città di Giuda.

17Essi si son posti contro a Gerusalemme d'ogn'intorno4.17 intorno 2 Re. 25.1 ecc., a guisa delle guardie de' campi; perciocchè ella mi è stata ribella, dice il Signore.

18Il tuo procedere, ed i tuoi fatti, ti hanno fatte queste cose; questa tua malvagità ha fatto che ti è avvenuta amaritudine, e ch'ella ti è giunta infino al cuore4.18 cuore Is. 50.1. Ger. 2.17,19..

19Ahi! le mie interiora, le mie interiora! io sento un gran dolore4.19 dolore Is. 22.4. Ger. 9.1,10 e rif.; ahi! il chiuso del mio cuore! il mio cuore romoreggia in me; io non posso racchetarmi; perciocchè, o anima mia, tu hai udito il suon della tromba, lo stormo della guerra.

20Una ruina è chiamata dietro all'altra ruina; conciossiachè tutto il paese sia guasto; le mie tende sono state di subito guaste, ed i miei teli in un momento.

21Infino a quando vedrò la bandiera, e udirò il suon della tromba?

22Questo è perciocchè il mio popolo è stolto, e non mi conoscono; son figliuoli pazzi, e non hanno alcuno intendimento; ben sono cauti a far male, ma non hanno alcun conoscimento da far bene4.22 bene Sal. 36.3. Rom. 16.19..

23Io ho riguardata la terra; ed ecco, era una cosa tutta guasta, e deserta; ho anche riguardati i cieli, e la lor luce non era più.

24Ho riguardati i monti; ed ecco, tremavano, e tutti i colli erano scrollati.

25Io ho riguardato; ed ecco, gli uomini non erano più; ed anche tutti gli uccelli de' cieli si erano dileguati.

26Io ho riguardato; ed ecco, Carmel era un deserto, e tutte le sue città erano distrutte dal Signore, per l'ardor della sua ira.

27Perciocchè, così ha detto il Signore: Tutto il paese sarà desolato, ma non farò ancora fine4.27 fine Ger. 30.11; 46.28..

28Per tanto la terra farà cordoglio, e i cieli di sopra scureranno; perciocchè io ho pronunziata, io ho pensata la cosa, e non me ne pentirò, nè storrò4.28 storrò Num. 23.19 e rif. Ger. 7.16..

29Tutte le città se ne fuggono, per lo strepito de' cavalieri, e de' saettatori; entrano in boschi folti, e salgono sopra le rocce; ogni città è abbandonata, e niuno vi abita più.

30E tu, o distrutta, che farai? benchè tu ti vesti di scarlatto, e ti adorni di fregi d'oro, e ti stiri gli occhi col liscio, in vano ti abbellisci; gli amanti ti hanno a schifo4.30 schifo Ger. 30.14. Lam. 1.2,19., cercano l'anima tua.

31Perciocchè io ho udito un grido, come di donna che partorisce; una distretta, come di donna che è sopra parto del suo primogenito; il grido della figliuola di Sion, che sospira ansando, ed allarga le palme delle sue mani4.31 mani 1 Re. 8.22. Is. 1.15., dicendo: Ahi lassa me! perciocchè l'anima mi vien meno per gli ucciditori.

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