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EPISTOLA AGLI EBREI 2

Diodati Bibbia 1885 · italiano

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1PERCIÒ, conviene che vie maggiormente ci atteniamo alle cose udite, che talora non ce ne allontaniamo.

2Perciocchè, se la parola pronunziata per gli angeli2.2 angeli Fat. 7.53. Gal. 3.19. fu ferma; ed ogni trasgressione e disubbidienza ricevette giusta retribuzione2.2 retribuzione Num. 15.30 ecc. Deut. 4.3; 17.2-5; 27.26.;

3come scamperemo noi, se trascuriamo una cotanta salute2.3 salute Ebr. 10.28,29; 12.25., la quale, essendo cominciata ad essere annunziata dal Signore2.3 Signore Mat. 4.17. Mat. 1.14., è stata confermata presso noi da coloro che lo aveano udito?

4Rendendo Iddio a ciò testimonianza, con segni, e prodigi, e diverse potenti operazioni, e distribuzioni dello Spirito Santo2.4 Santo Mar. 16.20. Fat. 2.43; 5.12; 19.11. Rom. 15.18,19. 1 Cor. 2.4., secondo la sua volontà?

5Infatti non è agli angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire2.5 venire 2 Piet. 3.13., del quale parliamo.

6Ma alcuno ha testimoniato in alcun luogo, dicendo: Che cosa è l'uomo, che tu ti ricordi di lui? o il figliuol dell'uomo, che tu ne abbia cura2.6 cura Sal. 8.4 ecc. e rif.?

7Tu l'hai fatto per un poco di tempo minor degli angeli; tu l'hai coronato di gloria e d'onore, e l'hai costituito sopra le opere delle tue mani; tu gli hai sottoposto ogni cosa sotto i piedi2.7 piedi Mat. 28.18. 1 Cor. 15.27. Efes. 1.22. Ebr. 1.13..

8Perciocchè, in ciò ch'egli gli ha sottoposte tutte le cose, non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto. Ma pure ora non vediamo ancora che tutte le cose gli sieno sottoposte2.8 sottoposte 1 Cor. 15.25..

9Ben vediamo però coronato di gloria e d'onore, per la passione della morte, Gesù, che è stato fatto per un poco di tempo minor degli angeli2.9 angeli Fil. 2.6,7 ecc., acciocchè, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti2.9 tutti Giov. 3.16. 1 Tim. 2.6. 1 Giov. 2.2. Apoc. 5.9..

10Perciocchè, egli era convenevole a colui, per cagion di cui, e per cui son tutte le cose2.10 cose Rom. 11.36 e rif., di consacrare per sofferenze2.10 sofferenze Luc. 24.46. Ebr. 5.8,9. il principe della salute2.10 salute Fat. 3.15; 5.31. Ebr. 12.2. di molti figliuoli2.10 figliuoli Mat. 20.28 e rif., i quali egli avea da addurre a gloria.

11Perciocchè, e colui che santifica2.11 santifica Ebr. 10.10,14; 13.12., e coloro che son santificati son tutti d'uno; per la qual cagione egli non si vergogna di chiamarli fratelli2.11 fratelli Mat. 12.50; 28.10. Giov. 20.17. Rom. 8.29., dicendo:

12Io predicherò il tuo nome a' miei fratelli, io ti salmeggerò in mezzo della raunanza2.12 raunanza Sal. 22.22..

13E di nuovo: Io mi confiderò in lui2.13 lui Sal. 18.1.. E ancora: Ecco me, ed i fanciulli che Iddio mi ha donati2.13 donati Is. 8.18. Giov. 10.29; 17.6,9,11,12..

14Poi dunque che que' fanciulli parteciparono la carne ed il sangue, egli simigliantemente ha partecipate le medesime cose2.14 cose Giov. 1.14. Rom. 8.3.; acciocchè per la morte distruggesse colui che ha l'imperio della morte2.14 morte 1 Cor. 15.54,55. Col. 2.15. 1 Tim. 1.10., cioè il diavolo;

15e liberasse tutti quelli che, per il timor della morte2.15 morte Luc. 1.74. Rom. 8.15. 2 Tim. 1.7., eran per tutta la loro vita soggetti a servitù.

16Poichè certo egli non viene in aiuto agli angeli, ma alla progenie d'Abrahamo.

17Laonde è convenuto ch'egli fosse in ogni cosa simile a' fratelli2.17 fratelli Fil. 2.7.; acciocchè fosse misericordioso, e fedel sommo sacerdote2.17 sacerdote Ebr. 3.1 e rif.; 4.15; 5.1,2., nelle cose appartenenti a Dio, per fare il purgamento de' peccati del popolo.

18Perciocchè in quanto ch'egli stesso, essendo tentato2.18 tentato Luc. 4.1 ecc.; 22.28., ha sofferto, può sovvenire a coloro che son tentati2.18 tentati Ebr. 4.15,16; 5.2; 7.25..

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