We Believe JesusFé, Esperança e Nova Vida

FATTI DEGLI APOSTOLI 17

Diodati Bibbia 1885 · italiano

← FATTI DEGLI APOSTOLI 16 FATTI DEGLI APOSTOLI FATTI DEGLI APOSTOLI 18 →

1ED essendo passati per Anfipoli, e per Apollonia, vennero in Tessalonica17.1 Tessalonica 1 Tess. 1.1. 2 Tess. 1.1., dove era la sinagoga de' Giudei;

2e Paolo, secondo la sua usanza, entrò da loro17.2 loro Fat. 13.14 e rif.; e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle scritture17.2 scritture Fat. 8.35; 18.28; 28.23.,

3dichiarando, e proponendo loro, ch'era convenuto che il Cristo sofferisse, e risuscitasse da' morti17.3 morti Luc. 24.26,27,46.; e ch'esso (il quale, disse egli, io vi annunzio) era Gesù il Cristo.

4Ed alcuni di loro credettero, e si aggiunsero con Paolo e Sila; come anche gran numero di Greci religiosi, e delle donne principali non poche.

5Ma i Giudei, ch'erano increduli, mossi d'invidia, preser con loro certi uomini malvagi della gente di piazza; e, raccolta una turba, commossero a tumulto la città; ed avendo assalita la casa di Giasone17.5 Giasone Rom. 16.21., cercavano di trarli fuori al popolo.

6Ma, non avendoli trovati, trassero Giasone, ed alcuni de' fratelli, a' rettori della città, gridando: Costoro che hanno messo sottosopra il mondo17.6 mondo Fat. 16.20 e rif. sono eziandio venuti qua.

7E Giasone li ha raccolti; ed essi tutti fanno contro agli statuti di Cesare, dicendo esservi un altro re, cioè Gesù17.7 Gesù Luc. 23.2 e rif..

8E commossero il popolo, e i rettori della città, che udivano queste cose.

9Ma pure essi, ricevuta cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare.

10E i fratelli subito di notte mandarono via17.10 via Mat. 10.23 e rif. Paolo e Sila, in Berrea; ed essi, essendovi giunti, andarono nella sinagoga de' Giudei17.10 Giudei Fat. 13.14 e rif..

11Or costoro furon più generosi che gli altri ch' erano in Tessalonica; e con ogni prontezza ricevettero la parola, esaminando tuttodì le scritture17.11 scritture Giov. 5.39 e rif., per vedere se queste cose stavano così.

12Molti adunque di loro credettero, e non piccol numero di donne Greche onorate, e d'uomini.

13Ma, quando i Giudei di Tessalonica ebbero inteso che la parola di Dio era da Paolo stata annunziata eziandio in Berrea, vennero anche là, commovendo le turbe.

14Ma allora i fratelli mandarono prontamente fuori Paolo17.14 Paolo ver. 10 e rif., acciocchè se ne andasse, facendo vista di andare al mare; e Sila, e Timoteo rimasero quivi.

15E COLORO che aveano la cura di por Paolo in salvo, lo condussero sino in Atene; e, ricevuta da lui commission di dire a Sila, ed a Timoteo, che quanto prima venissero a lui17.15 lui Fat. 18.5., si partirono.

16Ora, mentre Paolo li aspettava in Atene, lo spirito suo s'inacerbiva in lui, veggendo la città piena d'idoli17.16 idoli 2 Piet. 2.8..

17Egli adunque ragionava nella sinagoga coi Giudei17.17 Giudei ver. 10 e rif., e con le persone religiose, ed ogni dì in su la piazza con coloro che si scontravano.

18Ed alcuni de' filosofi Epicurei, e Stoici, conferivan con lui. Ed alcuni dicevano: Che vuol dire questo cianciatore? E gli altri: Egli pare essere annunziatore di dii stranieri; perciocchè egli evangelizzava loro Gesù, e la risurrezione.

19E lo presero, e lo menarono nell'Areopago, dicendo: Potrem noi sapere qual sia questa nuova dottrina, la qual tu proponi?

20Perciocchè tu ci rechi agli orecchi cose strane; noi vogliamo dunque sapere che cosa si vogliano coteste cose.

21Or tutti gli Ateniesi, e i forestieri che dimoravano in quella città, non passavano il tempo ad altro, che a dire, o ad udire alcuna cosa di nuovo.

22E Paolo, stando in piè in mezzo dell'Areopago, disse:

23Perciocchè, passando, e considerando le vostre deità, ho trovato eziandio un altare, sopra il quale era scritto: ALL'IDDIO SCONOSCIUTO. Quello adunque il qual voi servite, senza conoscerlo, io ve l'annunzio.

24L'Iddio che ha fatto il mondo, e tutte le cose che sono in esso17.24 esso Fat. 14.15 e rif., essendo Signore del cielo e della terra, non abita in tempii fatti d'opera di mani17.24 mani Fat. 7.48 e rif..

25E non è servito per mani d'uomini, come avendo bisogno d'alcuna cosa17.25 cosa Sal. 50.8-12.; egli che dà a tutti e la vita, e il fiato17.25 fiato Gen. 2.7 e rif. Giob. 27.3., ed ogni cosa.

26Ed ha fatto d'un medesimo sangue tutta la generazion degli uomini, per abitar sopra tutta la faccia della terra, avendo determinati i tempi prefissi, ed i confini della loro abitazione17.26 abitazione Deut. 32.8.;

27acciocchè cerchino il Signore, se pur talora potessero, come a tastone, trovarlo17.27 trovarlo Fat. 14.17. Rom. 1.20.: benchè egli non sia lungi da ciascun di noi.

28Poichè in lui viviamo, e ci moviamo, e siamo17.28 siamo Col. 1.17. Ebr. 1.3.; siccome ancora alcuni de' vostri poeti hanno detto: Perciocchè noi siamo eziandio sua progenie.

29Essendo noi adunque progenie di Dio, non dobbiamo stimar che la Deità sia simigliante ad oro, o ad argento, od a pietra; a scoltura d'arte, e d'invenzione umana17.29 umana Is. 40.18 ecc..

30Avendo Iddio adunque dissimulati i tempi dell'ignoranza17.30 ignoranza Fat. 14.16. Rom. 3.25., al presente dinunzia per tutto a tutti gli uomini che si ravveggano17.30 ravveggano Luc. 24.47. Tit. 2.11,12..

31Perciocchè egli ha ordinato un giorno, nel quale egli giudicherà il mondo in giustizia, per quell'uomo, il quale egli ha stabilito17.31 stabilito Fat. 10.42 e rif.; di che ha fatta fede a tutti, avendolo suscitato da' morti17.31 morti Fat. 2.24 e rif..

32Quando udirono mentovar la risurrezion de' morti, altri se ne facevano beffe, altri dicevano: Noi ti udiremo un'altra volta intorno a ciò17.32 ciò Fat. 24.25..

33E così Paolo uscì del mezzo di loro.

34Ed alcuni si aggiunsero con lui, e credettero; fra i quali fu anche Dionigio l'Areopagita, ed una donna chiamata per nome Damaris, ed altri con loro.

← FATTI DEGLI APOSTOLI 16 FATTI DEGLI APOSTOLI FATTI DEGLI APOSTOLI 18 →